“None But The Brave” – Eroica Fenice
# 20 dicembre 2016 | 0 Commenti

None But The Brave. Un viaggio immaginario nell’America di Bruce Springsteen

None But The Brave. Un viaggio immaginario nell'America di Bruce SpringsteenOsservano il retro del libro, accanto alla sua biografia, una fotografia di Valerio Bruner, giovanissimo, con la tanto amata chitarra, impegnato negli accordi che sa che faranno da colonna sonora alla sua vita. Appassionato di musica, sa anche per certo quali note intonare con la sua voce profonda, accompagnando il plettro in movimento tra le corde. La stessa melodia che lo ha guidato nella scrittura, e che ha voluto accompagnasse anche il lettore. La sua ispirazione, la colonna sonora della sua vita, è la voce di Bruce Springsteen.

Nella raccolta di racconti None But The Brave. Un viaggio immaginario nell’America di Bruce Springsteen, il cantante diventa anello di congiunzione tra persone dalle disparate esistenze, e con l’incontro di presentazione tenutosi sabato 17 dicembre, si tramuta in una passione che unisce un gruppo di amici. L’atmosfera calda dello studio legale Esposito-Gargiulo, ha infatti visto riunirsi compagni di sempre, legati dalla presenza viva che ha rappresentato per loro Springsteen. Molti hanno perpetuato questa grande passione in incontri e in eventi, tramite le riunioni presso il Fan Club da loro creato, il “Pink Cadillac“, i cui membri hanno preso parte all’incontro di presentazione con l’entusiasmo che li ha sempre caratterizzati. La musica è così, lega vite, le stringe forti tra loro.

Valerio Bruner, oltre che di musica, è appassionato di teatro, ed è riuscito a esprimersi mettendosi in gioco, superando la barriera della timidezza, salendo sul palco. Fa infatti parte della compagnia teatrale Te.Co.- Teatro di Contrabbando.

Parole in musica

L’evento è stato un tripudio delle sue passioni, tra musica, recitazione, letteratura, tutto in un rapporto trasversale, questa è la sua idea di intellettuale. Ad aprire l’incontro, uno dei suoi racconti, 1965 Atlanta, Georgia, monologo interpretato dall’attore Alessandro Palladino accompagnato proprio da Valerio, con in braccio la sua chitarra, e nel cuore Born in the USA. Una delle canzoni più conosciute anche dai meno addetti ai lavori, presentata in chiave acustica, come già Springsteen aveva fatto in svariate occasioni. La canzone è la storia di una vita, la stessa che ha ispirato il racconto.

Questa l’originale particolarità della raccolta: se si dispone di un lettore QR Code sul proprio smartphone, è possibile, tramite un codice apposto all’inizio di ogni racconto, connettersi a Spotify e ascoltare la canzone che ha ispirato Valerio nella scrittura. Tutti i ventidue racconti sono così della durata di una canzone, ma spesso, per il loro stile scorrevole e appassionante, si completa la lettura ancora prima della fine della canzone.

A prendere la parola, l’editore della GMpress, Giuseppe Branca, il quale ha esternato immediatamente l’obiettivo della casa editrice che porta avanti insieme a Maria Avitabile. La missione è ardua, ma sa che il tornaconto culturale sarà dei migliori: portare alla ribalta quei talenti del territorio ancora celati nel buio. E non ha di certo remore nell’affermare «Il libro vale!». Quello di Valerio è uno stile nuovo, che non ripete l’ormai vigente neorealismo italiano. Riesce infatti a raccontare situazioni difficili appartenenti a una realtà lontana, in modo nuovo, coinvolgente. L’editore continua, ammettendo di aver limitato drasticamente il lavoro di editing per quest’opera, poiché fin dalla prima lettura aveva notato una scrittura piacevole e scorrevole.

Il contributo di Bruce Springsteen

Ogni racconto è un viaggio. Un viaggio immaginario, precisa l’autore nel titolo, poiché lui in America non c’è mai stato. Sua bravura dunque quella di esser riuscito ugualmente a trascinare il lettore in questo mondo, per quanto per lui sconosciuto. Per fare ciò ha chiesto una mano a Springsteen stesso. Una scrittura di suggestioni,  arrivate immediatamente al cuore. Perché la musica è generatrice di impulsi, emozioni difficili da controllare, ma che il talento di Valerio Bruner ha permesso di concretizzare. Uno stile che sembra di getto, fluido, intenso ma essenziale.

Battaglie esistenziali, queste le protagoniste dei racconti. Ogni personaggio parla del suo passato traumatico, cercando con la memoria di suturare una ferita sempre aperta, e trasformarla in cicatrice. Questa, un’immagine assai suggestiva offerta da Gianni Menna , il quale, insieme a Paola Jappelli, ha magistralmente illustrato il talento dell’autore. Valerio Bruner racconta le storie, ma in realtà infonde in esse la sua storia, le cose in cui ha creduto, le disillusioni, scandaglia le canzoni e ritrova se stesso. Il tutto espresso tramite monologhi e dialoghi struggenti, tecniche da lui livellate attraverso il teatro. Springsteen è stato studiato, approfondito, ma dal ripiegamento Valerio è stato anche in grado di sprigionare energia, con un coraggio non comune. Lo si vede dai suoi movimenti, dalle sue parole, dalle risate che provoca. La sua espansività è energia positiva, che lo ha aiutato ad aprirsi a un mondo da tanti sognato, ma da lui vissuto.

Non tutti conoscono lo Springsteen al di là di Born in the USA. La raccolta di racconti è dunque un modo di ripercorrerlo e conoscerlo nella sua vena artistica, nonché di ammirare la grande passione di un ragazzo, che crea con la musica un ponte verso un nuovo continente, imparando a migliorarsi, ad andare avanti, apprendendo il senso della memoria, e tramite essa, crescere. Valerio Bruner con None but the Brave, fa un dono inestimabile al lettore: se stesso.

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